venerdì 10 marzo 2017

Beh va beh.

Stavo a penzà che probabilmente l'overdose continuo di caffeina sta iniziando a sortire, beneomale, qualche effetto negativo; oddio, se essere ipercinetico ed attivo come i personaggi di L.A. Confidential (i quali però erano sotto anfetamine) è da considerarsi negativo.

Fattostà che sono in una delle mie consuete crisi di iperattività pseudoartistica - compresa questa -quelle fasi in cui sono attivo, e, soprattutto, sveglio. Cosa rara per chi è insonne.

Comunque sia, mentre il Flixbus vola lento verso Firenze, al tempo di un viaggio paragonabile, in termini di fatica, tempo e fracassatura di coglioni, non meno che alla presa di Damasco, penso che di tanto in tanto sia d'uopo rispolverare questo blog - ascoltando opportune soundtrack di techno tedesca, quell'accompagnamento ripetitivo, monotono e leggermente autistico che piace a me.

Che è, di fondo, come me, ripetitivo, monotono e leggermente autistico.

Affinità elettive, come diceva Kierkegaard, o se non lui qualcun altro. Forse Foscolo.

Mah,

Comunque sia, al di là delle vite straordinarie di personaggi straordinari, tipo Alfieri per dirne uno - che non a casaccio ha tirato fuori la letteratura titanica, mica ha scritto dei romanzetti d'appendice, LUI - ci si rende conto che anche le vitacce di noi qualsiasi borghesi cristiani sono spesso dei bei casini.

Anche perché uno non se ne rende conto, ma il tempo diobono passa eh, e anche veloce. Sembra ieri che stavi ballando la samba al corteo di samba antifascista ed oggi sei qua che ti barcameni fra stipendi troppo corti ed affitti troppo lunghi; in effetti, io non sono mai stato a un corteo di samba antifascista, bensì l'ho anche boicottato se andiamo vedendo, perché ai tempi supportavo l'occupazione dell'università finchè fosse rimasta nell'ambito di una riappropriazione in chiave tipicamente veterocomunista degli spazi, senza concessioni al padronato da una parte e alla cialtroneria dall'altra.

E difatti quando tirarono fuori il corso di samba, me ne tirai fuori io, imprecando, inveendo, e andando in giro con la maglia dei Saint Vitus, che all'epoca mi entrava; poi ci fu un periodo in cui non mi entrava più, poi ho ricominciato a metterla, ma ora non ricordo dove l'ho riposta. Peccato, perché era un bel pezzo per cacciare via i poser.

E vabbè, fra un po' il bus arriverà a Firenze e passerò un altro weekend ponendomi essenzialmente dubbi sul mio futuro, su cosa succederà in lavoro, amici, amore, famiglia ed almeno altre tre o quattro categorie tipiche degli oroscopi; Kali Yuga continuo, con grande amore e approvazione di Julius Evola, ci fermiamo e ci domandiamo "ma come cavolo è che ogni tre per due mi crolla qualcosa sotto i piedi?", in cerca poi dell'ovvia e desiderata stabilità, la quale non arriva mai, avrà trovato traffico.

Oppure s'è fermata vicino Firenze, all'uscita dell'autostrada c'è la pubblicità - sempre - di un locale hard vicino Prato, dove puntualmente varie pornostar - più o meno entrate a pieno titolo nella categoria "vecchie MILF" e pertanto più meno bisognose di reddito extra, in quanto non se le filano più come un tempo - si esibiscono di fronte a pubblici discutibili sebbene silenziosi.

Bon, che più? Chiudete tutto, che la situazione crolla.

E poi mi si domanda come mai devo tatuarmi sul braccio sinistro una torre stilizzata col numero romano "XVI" sotto.

Forse perché anche questa volta nessuno mi farà fuori, non per l'ennesima volta. Perdere qualcosa una volta sì, perderla due pure, perderla tre, magari no.

Eh, d'altronde è un bel po' che è in pista - mi dicevano - e in effetti è vero; non "in pista" nel senso della discoteca, in quel senso al massimo mi dissero che "ero troppo un samurai" perché avevo il codino e sembravo un samurai, oggi invece ricordo un cavallo mutante.

Ma pazienza, che vi devo dire, avessi avuto un'altra faccia avrei fatto l'attore, come diceva sempre mio padre quando gli dicevano che aveva una faccia da culo.

PS: Bardamu è stato ricoverato.