mercoledì 20 luglio 2016

Сюда колотушек.

Per cui, facciamo il punto come al solito di quello che dico faccio penso ritengo e sostengo nelle ultime settimane.
In realtà giorni.

Сюда колотушек.

C'è una voce che mi ripete nella testa questa frasetta in dialetto cirillico. Forse ho sentito troppa hardbass in questi giorni - cosa decisamente plausibile. La mia trasformazione in un gopnik è ormai limitata solo dalla mia incapacità di rimanere in equilibrio nel serbian squat per più di quindici secondi, ma altrimenti ormai lo sarei.

Сюда колотушек.

In effetti ripensiamoci, sono un ragazzo semplice, di campagna, mi diverto con poco, di origini beneomale umili, e non mi dilungo ulteriormente perché larga parte delle cose al riguardo sono come si suol dire cosacce mie, quindi niente.

Intanto io faccio colloqui di lavoro e mescolo momenti in cui ho la faccia perbene del professionista a colloqui dove la gente ti accoglie dicendo "Scusa sai ma è un giorno del cazzo, madonna santa c'è gente in giro che ti fa girare i coglioni", e allora recuperi il tuo monocolo e la vestaglia da camera e osservi che questa gente è veramente incivile.

Сюда колотушек.

Ed è subito hardbass attack.

Ed è subito aprirsi in una delle tue innumerevoli sfaccettature, che la gente ti guarda e ti dice "Cos'è, hai il periodo hardbass, adesso?", e tu rispondi che no, non è "adesso", lo hai sempre avuto, hai sempre ascoltato queste cose, qua e là, il periodo e i periodi li avevi solo quando avevi sedici anni, e le manie momentanee (avevo inizialmente scritto mode) ti valevano qualcosa, qualcosa di più di un paio di settimane. Oggi le cose cambiano, ascolti tremila stimoli diversi, diventi una spugna di cose, ne rigetti i due terzi e tieni in te una parte di tutte le altre, ricordandole, un bignami unico di interessi disparati, e l'hardbass è la punta dell'iceberg.

Сюда колотушек.

E allora ripensi alla tua collega di lavoro - e qui in genere parte la parentesi sexy/hardcore su come descrivi di laison improvvise con una collega sexy, oppure con la bruttina ma maiala, ed invece no, devi solamente parlare della tua collega che, nei suoi momenti di massimo interesse (leggasi: quando ha sollevato in te il massimo interesse) è stato quando ha dichiarato di avere delle Buffalo nell'armadio, cosa che può accomunarla almeno un po' al tuo mondo, perlomeno alle periferie degli anni '90 da dove vieni fuori - le periferie vere, quelle lerce, non quelle disinfettate e motorinizzate di Max Pezzali, ma quelle serie dove volano solo coltellate, catene d'oro, tutine acetate e teste rasate. Nel mio quartiere c'era anche uno che aveva la nuca rasata col tatuaggio (in carattere gotico) "Hardcore italia", per capirci.

Ed è subito Barbie Girl, è subito gopnik (l'ho già detto), è subito Сюда колотушек, ed è subito la tua collega, a cui ripensi (dicevo, scusate), e ricordi che ti ha detto - quando ti sei licenziato - che il tuo difetto è di essere troppo vago, troppo disperso, e in effetti me lo diceva anche la mia prof di latino (una delle tante - prima di andare all'università avevo diversi Seal of Approval del pessimo studente), che sei troppo vacuo, che sei, diceva, "dissipato".

La prof di latino, non la collega.

Anche se un pochino si somigliano.

Hanno entrambe la frangia.

Entrambe mi han detto così, ed è vero, volendo, che ho lo span di attenzione di un gatto, e la capacità di concentrarmi forse di un artropode. D'altronde non è colpa mia, e vivere sotto pesanti dosi di caffeina - penso sinceramente di avere un problema - non contribuisce certo; ma mi lubrifica il cervello, mi rende schietto, mi fa pensare rapidamente come i protagonisti dei romanzi di Ellroy, o perlomeno come il Pensatore (ma solo nella versione Ultimate, quella che si faceva i cocktail di acetilcolina mescolata a ormoni di scimmia), o qualcosa del genere.

Poi allora mi ri-calmo, mi ricollego, e capisco che tutta questa pioggia di stimoli e di cose mi manda in una sola direzione: nel bombardare concretamente qualcosa "da creare".

Сюда колотушек.

Ed è per questo che se scrivo qualcosa ottengo cose disumane, è come scolpire la creta non con un convenzionale set di strumenti da scultori ma con quelli, un maglio da muratore, un laser, un tagliapizza e un "massaggiatore", che è poi il termine carino con cui la censura nei videogiochi e la localizzazione italiana traduce "vibratore".

Se lavori con così tanti strumenti, se lavori con così tanti interessi, o sei pazzo o ottieni qualcosa che agli altri non viene in mente.

E così, mentre la serata più calda prevista dalla storia di Milano per quest'anno - oggi è il 20 luglio 2016 - va a finire, tu controlli Facebook e scopri che qualcuno col nome integralmente scritto in rune ha appena messo like a una pagina che hai creato per scherzo, ma che ha più successo di tante altre messe insieme; e il primo pensiero non è la gratificazione di quei seimilacinquecentoespiccioli like, bensì è "Come DIAVOLO fai ad avere superato la censura di Zuckenberg con quel nome?", perché le Rune le conosci da un pezzo, a Odino gliele hai insegnate tu, e difatti s'è impiccato per un motivo, Odino.

Сюда колотушек.

Allora capisci che sì, qualcosa non va, qualcosa non quadra, non hai pensato in modo normale, d'altronde vorresti tatuarti il logo di Nurgle su una spalla, con sotto la scritta "jaded", perché è la parola che maggiormente, forse, rappresenta la tua esistenza, con qualche sfumatura, ma beneomale sì. In tutte le sue accezioni indica qualcosa che beneomale sei, proprio perché dopo aver visto, studiato, sentito, provato di tutto, poi rimani jaded, e non ti rendi più conto delle cose.

Сюда колотушек.

In camera corre l'aria sconsiderata, come dice un mio amico, che non è aria condizionata, è un volgare ventilatore sparato contro il muro - per evitare colpi d'aria - ma che crea un piacevole riciclo d'aria, che però sarà chiamato aria sconsiderata, perché il rischio congestione è dietro l'angolo.

E tutto questo per che cosa? Ah sì, perché il tempo passa, e forse questa amorfità psicologica-intellettuale ti impedisce di concentrarti sulle cose, ma tu HA! riesci a risolvere la cosa con astuzia, usi la forza di volontà e ti imponi un obiettivo preciso, cosicchè tutta la tua amorfità viene chiusa in un collo di bottiglia e costretta in una forma unica. Che probabilmente ti starà sempre stretta, come il pongo con le formine, quando ne avanza sempre un po', però almeno ti rende presentabile. E allora devi scegliere fra le tue mille forme e deciderne una, e dire "OK", il lavoro andrà cercato lì.

Сюда колотушек.

Nel frattempo, tutti noi ci domandiamo quale essa sia, perché, cosa, come.

Questo per dire che no, se mi chiudo in qualche lavoro di merda non è stata una costrizione, ma forse me la sono cercata io, per restare fermo in un punto sicuro che non mi faccia traboccare.

E io non so più cosa sto dicendo.
Сюда колотушек.

venerdì 8 luglio 2016

Le ultime 48h, più altri racconti e una ventina di minuti extra.

Eeeeed ecco che un'altra volta ci si trova qui a scrivere qualche riga, così, mentre aspetti che passi il tempo, mentre la pizza lievita, mentre in realtà in forno non c'è un accidente ma la pizza la vuoi lo stesso, e ti rendi conto che devi comunque aspettare perché sono le sette, non si mangia mica a quest'ora, neanche al nord.

E quindi aspetti ancora qualche minuto, si faran le otto, le otto e qualche cosa, e si mangia; nel frattempo devi pur impiegare il tempo eh, in modo possibilmente originale. Ora però espandiamo questo concetto da "aspetto un'oretta" ad "aspetto settimane" e avremo il riassunto velocizzato di quanto mi accade nelle passate settimane, aspetto e aspetto e le cose son lì, stantie, come il Twinkie che un tizio in America - un docente universitario - ha lasciato per quasi 50 anni dentro una teca, una versione americana della Luisona di benniana memoria.

Però quel Twinkie - che c'entra il plumcake - è rimasto lì immobile, quando si suol dire il cibo sano, mentre le cose qui pian piano si sfaldano, o perlomeno ciò accade alla mia pazienza, ed io sono ancora qui che cerco di tenere i pezzi tutti assieme, mi metto una mano allo stomaco e tengo insieme le viscere, come i Plague Marines, come Kraven quando Venom lo pugnalava a sorpresa; è una metafora ma è bella lo stesso.

L'autoreferenzialità e il citazionismo esplodono, visioni febbrili delle ultime 48 ore di insonnia si mescolano e si confondono, l'orrore dilaga ed io ricollego quanto accaduto nelle ultime settimane, tutto insieme, capendo un terzo di quanto visto finora; e amici e conoscenti si sposano, e tu ti accorgi che non sei stato via da casa per qualche settimana, sei stato via quasi un anno, e mentre eri via dicevi "Vabbè quando torno ci sarà questa certezza ad attendermi", ma non è così, alcuni punti sono cambiati, e quello si sposa e a quell'altro nasce un figlio, io cambierò casa anche a Genova e presto la tratta Lambrate-Brignole potrebbe non essermi più così comoda, questo mentre io vedo che il mio ex-lavoro ora non è più ex solo per me, ma anche per tutti i miei ex-colleghi, e allora penso cos'ho perso ad interrompere prima? Forse niente, forse tutto, forse ho avuto un'intuizione - che mi renderebbe un genio - oppure una visione, pitica visione inascoltata.

E il tempo è passato ed io ero a Zocco, a suonare e a evocare i grandi antichi con la potenza della mia/nostra musica, che evoca portali ed apre dimensioni, e riscopro la dimensione della profonda solitudine ad essere andato lì da solo e nel contempo riscopro quella dei vecchi punk, della vecchia guardia di stronzi come me che la musica è prima di tutto, ma prima di tutto per davvero, non come le ragazzine che lo dicono bagnandosi sentendo Calcutta, ma per davvero, chi fa del disagio la sua scelta, felpa col cappuccio su, estetica del bianco e nero a tutti i costi, anfibi a luglio, ambiente monacale, ostello comune dormendo in dodici in una stanza, però poi la mattina doccia e caffè, maglietta pulita - ma comunque in bianco e nero - e torniamo alla vita di tutti i giorni, la parentesi del male finisce ma ci siamo divertiti lo stesso.


Quindi ritorno indietro, e questa volta sembra che sia veramente agli sgoccioli, fa caldo, è luglio carico e ci chiediamo che faremo nei prossimi giorni mesi anni secoli; si sbloccherà la situazione? Sapremo che fare? Chi può saperlo.

Però so per certo che queste settimane sono state intense, intense perché ho visto cose vecchie sparire e cose nuove tornare, cose varie variare e capire che, quando ricomincerà, ricomincerà diverso.

Come sempre sono il ragazzo nuovo.