martedì 19 aprile 2016

Agente le GIURO...

Arriva la volante, nella forma di un'ora e dieci di batteria residua sul pc portatile, come secondo passeggero una connessione delicata e poco funzionale, e tutto questo perché sei su un autobus che percorri la Firenze Milano in quattro ore e passa, con un ritardo allucinante, e cerchi perciò di contrastare noia e sonno scrivendo qualcosina, ma sarà solo qualcosina perché più scrivi, più la volante si avvicina e sai che quando ti raggiungerà il divertimento sarà finito.

La volante dell'agente è la metafora di come la vita e le sue cose belle possano finire di colpo, quando qualcuno viene a metterti la paletta fra le scatole, o, nella peggiore delle ipotesi, anche in faccia. La volante mi insegue mentre scrivo, a ricordarmi che fra un po' non potrò più farlo, e devo affrettarmi misurando parole e contenuti sintatticoverbali perché sia tutto in quadro in tempo zero.

Ricapitolo la situazione con me stesso, mentre uno sfondo di pianura emiliana, o toscana, o già lombarda non saprei si dipana davanti a me, in un inseguimento del sole e del tramonto, verso Milano, che ha del romantico, o lo avrebbe, se la situazione non invitasse al pianto e allo stridore di denti. Il tempo passa ed è passato male, e l'idillio meneghino del lavoro e della casa s'è infranto, come quel cignetto di Swarowski che una volta mi ero comprato, come la statuina della Torre Eiffel in bronzo che feci rotolare sotto i piedi di zia Idea una quindicina di anni fa, facendola inciampare (la zia, non la torre), distruggendo la torre nel tentativo (zia Idea buonanima non era un peso piuma) e buscandomi qualche punizione che ora non ricordo nei dettagli.


Morale, sono senza lavoro. L'ho abbandonato, diciamolo con la serenità di un Eracle che torna dal fratello e dice "'scolta, il cinghiale Calidonio l'ho steso". Così, semplice, arrogante, fine, con la finezza di chi sa che ha ragione. Parlo sereno, dico le cose come stanno e non temo niente, sguardo fermo verso il sol dell'avvenir, una combinazione serena di buddità ingenua e autentica testa di fango, una crasi - non spiacevole - di aver reagito male ad una situazione già spiacevole, originata da che cosa? Fraintendimenti? Errori attitudinali? Combinazioni di entrambe?

Come tentare di allevare scimmie di mare in un acquario già abitato da piranhas: pessima idea, d'accordo, andarsela a cercare al cento per cento, stupido tu che provi, ma in effetti forse l'ambiente non era granché.


E dunque ora tutto quanto subisce nuovamente uno stop, il treno a vapore si ferma e il controllore ricomincia a chiedere i biglietti, e tutto a pochi metri dalla frontiera russa, a pochi metri dalla libertà, a pochi metri da che cosa? Ho creduto di poter vedere un progresso nel lavoro e nella persona (la mia), ma nessuna delle cose è stata attesa come si deve. Non solo, ho posto la mia fiducia - questa volta solo umana - nelle persone sbagliate, e lo dico così, passivo aggressivo e viscido come una rana freccia, ma meno allucinogeno. Passivo aggressivo e anche qui sbaglio attitudine, ma ti invito a ricontattarmi e a dirmene quattro. Scrivo una cattiva recensione del tuo ristorante senza dirtelo, magari tu la leggerai, ma ti sfido ad avere il coraggio di tornare a protestare, dopo che mi hai avvelenato. Io sono pavido e non ti parlo, ma anche tu non lo farai.

E la questione è risolta da gentiluomini: sir, you are being hunted. Non che mi interessi, passerò per giovane e coglione e probabilmente lo sono, ma d'altronde chi non lo è, chi non ha sbagliato all'inizio della sua carriera o della sua vita? Forse l'agente alla volante che si avvicina sempre più, ed intanto il panorama cambia e dai prati toscani passiamo alle distese di cemento dell'autostrada, alle piazzole affollate di camion e camionisti senza maglietta che, stanchi delle ore di guida, si rinfrescano come possono, facendo due chiacchiere col collega di baracchino.

E penso, santodio quante cose ho visto, e quante cose so. Ma ancora non sapevo di questo, molto bene, incarto e porto via, come il pesce di un noto poeta di qualche secolo fa, la vita continua e la vita ricomincia. Le difficoltà le dobbiamo rivedere tutte dall'inizio, NG++, come si suol dire, considerando di avere qualche briciola di risultato extra da poter mettere in elenco, e concentrando la mente su due punti: non perdere il poco che si è ottenuto, e tenere a mente gli obiettivi, forse ora più a fuoco che mai.

Dalla nave al treno, dal transatlantico lento e stabile che credevo di essere devo passare ad essere il treno a levitazione giapponese, rapido, secco, preciso, sul punto. Senza distrarmi, manteniamo la concentrazione e tutto si risolverà per il meglio.

Gentili signori, ricche signore, mani in alto, questa è una rapina: alzate le mani e nessuno si farà male.

Tranne, forse, la mia autostima, e la mia voglia di fare cose.


Ma paradossalmente ne ho più di prima di voglia di migliorare.