martedì 12 maggio 2015

Maledetti poster.

Osservo davanti a me, e vedo un panorama nuovo, vedo grattacieli, cieli grattati da palazzi che ormai sono grigi di smog (i cieli, ma anche i palazzi), vedo luci, vedo il mare ricco di navi che riporta al continente, vedo milioni di persone stipate assieme, vedo Hong Kong, perla del mare orientale e meta di milioni di turisti, patria dei miei film preferiti a base di cinesi incazzati, mafia, triadi, draghi di giada o altri materiali preziosi, armi da fuoco e da taglio, tanta prostituzione, tanta droga e tanti ristoranti cinesi che fungono da copertura.

Poi abbasso lo sguardo, vedo lo zoccolo di legno del mio appartamento e ricordo che sto fissando un poster da almeno venti minuti. Come un coglione qualsiasi.

Poi mi ricordo che ho sognato Hong Kong per almeno due settimane, per quattordici brevissimi ma piacevoli giorni ho seriamente pianificato il mio futuro nel porto commerciale più mafioso della storia del cinema (avrete già capito che le mie conoscenze geografiche reali del mondo al di fuori di Torriglia - nota città nell'entroterra genovese - sono spesso falsate e/o immaginarie; d'altronde non verrete mica a dirmi che la terra è tonda). Questo per via di progetti fatti bene, male o medio, pensati bene, male o medio, e poi annullati. Manco per colpa mia, peraltro.

E quindi niente, ho ancora il sedere per terra qui, a casa mia, a scrivere frescacce sul blog; vabbè, su una sedia. Con un cuscino, mia mamma ne usa due ma ne levo sempre uno. Ma sto divagando, come spesso accade quando penso a Hong Kong, alla mafia eccetera eccetera.

Magari passava Yun Fat alla mia finestra.

No è improbabile in effetti.


Le finestre a HK sono in alto.


E quindi non mi rimane che continuare a riprovare; l'altro giorno - non meno di un mese fa, senso elastico del tempo - un'amica mi ha fatto notare che le sue peregrinazioni lavorative e dintorni sono finite nell'istante in cui ha smesso di cercare "ogni cosa" e si è focalizzata, decidendo bene il da farsi e concentrandosi lì. Com'è come non è, forse stavolta m'è andata, con un nuovo progetto - malauguratamente non coinvolgente le triadi e i ristoranti cinesi - che sembra poter funzionare. Se funziona non mi sarò sistemato per la vita, ma almeno avrò qualcosa da fare.

Sono propositivo, una volta tanto.

Per il resto tutto bene dai.

Magari a luglio vado a vedere gli Antwoord e mi imbarco clandestinamente sul loro aereo per rifarmi una vita come boero in Sudafrica.