lunedì 29 dicembre 2014

Filotto, bilancio, primiera, settebello, scala reale e scaccomatto.

Bon, l'ultimo che entra chiuda la porta, che facciamo il bilancio. Ho un impero mondiale da portare avanti, io, e non posso perdere tempo in scemenze (cit.), quindi è il momento del temutissimo bilancio di fine anno, classico argomento da tirare fuori quando ci si sente filosofici, quando si ha bevuto (è la stessa cosa del caso prima, credo), o quando, a Capodanno, in casa di amici a Sestrière (ma anche a Pentema), sepolti dalla neve e dal Vecchia Romagna (o anche dal Tavernello eh), alle quattro del mattino, finito il cotechino e tutte le tipologie di snack, si passa ai discorsi del quarzo perché essenzialmente non si ha voglia di andare a dormire. C'è anzi sempre la gara, a prescindere dall'età, a chi ha i genitali più grossi, e quindi si resta svegli coi peggiori trucchi - salvo il classico amico hipster, che generalmente sono io, che si allontana a mezzanotte e mezzo, l'una massimo, per fare lo spiritoso, e va a dormire, ritrovandosi poi l'unica persona lucida al mattino dopo, pronto per vagare in casa in un deserto di molliche di pandoro, sigarette spente, bicchieri mezzi vuoti, gente addormentata ovunque a caso (dalle cassapanche alle tazze dei cessi, a seconda della percentuale etilica),e rubare portafogli, portarsi via gli ultimi avanzi, e parlare con le persone meno ubriache, di solito già sveglie e intente a fare giare di caffè, di argomenti profondissimi, misto a cose tipo "Hai visto come si è ridotto coso ieri sera, che pezzo di merda", e "L'altra sera da sbronzo coso mi ha detto questo, ma tu lo sapevi, che vergogna".

In quell'occasione, mentre appunto si parla alle quattro di mattina di solenni imbecillità, esce fuori il discorso-bilancio dell'anno, spesso frammisto al temutissimo "propositi dell'anno nuovo" (il timore suscitato da questo discorso aumenta in base a quanto si ha la coda di paglia); tale discorso è odiato dai più, che anzi dicono che non serve a nulla, ma intanto tutti lo fanno, lo seguono e lo aspettano, come l'oroscopo di fine anno di Paolo Fox (quello di Branko no, perché Branko è un poveraccio), e poi lo commentano, perlopiù nella speranza che escano dettagli segreti sull'anno della persona che parla, per poi ricattarla nel doposbronza del primo di gennaio, tipico giorno che tutti vorrebbero abolire dal calendario per i postumi, il disordine, ed il ricordo di freddo sgradevole (in genere per l'alcool tutti si spogliano e poi soffrono) mescolato al sapore di alcol da poco e cenoni più meno validi.

Ed allora qui, nel mio pregiato bar privato - mentale - di marmo egizio nero, quello con Les Gold dietro il bancone (vedasi indietro per delucidazioni), mentre la musica scorre veloce, le mie dita sulla tastiera anche, e Pokèmon Zaffiro si ricarica (vabbè la console, ma il senso è quello), faccio velocemente mente locale e riassumo la situazione che via, è più meno catastrofica. Siccome sono autistico, e ho difficoltà a ricollocare le cose nel tempo - è vero, ricordo i dettagli più infinitesimi di molte cose, ma ho serie difficoltà a metterle in ordine di mese o anno - le riassumo anche per mese, che è più facile.


GENNAIO.
Mese in cui cerco di dare l'esame di arabo, poi mi rendo conto che è una stupidata, perché non sarò mai abbastanza preparato. E' l'unico esame di sempre in cui mi ritiro. Fa freddo. 

FEBBRAIO.
Dò ancora esami. Fa ancora freddo.

MARZO.
Non mi ricordo una ceppa. Ma credo di aver iniziato a lavorare alla tesi.

APRILE.
Non pervenuto. Chiudo però la mia carriera da vocalist black metal - non si sa per quanto - perché realizzo di non avere veramente più tempo per dedicarmici, con una comparsata in un ultimo live insieme a gente molto più seria di me.

MAGGIO.
C'è il mio compleanno e mi regalano un mucchio di soldini su Steam, che bello. Scopro il gusto di avere ottocentomillanta giochi e di giocarne tipo due, come Hotline Miami. 

GIUGNO.
Sto finendo gli esami ma me ne batto l'anima e vado a vedere gli Antwoord per la seconda volta. Mi si sfascia il cellulare pogando. Mi infortuno un gomito a boxe ma non lo dico a nessuno. A Roma fa caldissimo. 

LUGLIO.
Fingo di lavorare alla tesi. Finisco gli esami.

AGOSTO.
Fa caldissimo, odio il caldo, vado un tot al mare a casa di amici, prevalentemente dormo. Uno dei miei migliori amici parte per l'America e ci rimango molto male.

SETTEMBRE.


Smadonno contro il prof di tesi che mi rimanda la laurea. Mi preoccupo del dottorato. Inizio MMA e soffro.

OTTOBRE.
Mi laureo. Ho ricordi abbastanza netti, il che significa che non ho bevuto abbastanza. Vedo vecchi amici che non vedevo da tanto. Vado al Lucca Comics vestito come Bigby Wolf e nessuno mi riconosce, maledetti fumetti mainstream.

NOVEMBRE.
Inizio a smadonnare per il dottorato truccato (fa anche rima). Continuo a fare MMA e soffro progressivamente. Spendo su Steam i due terzi del mio stipendio, e intanto cerco lavori seri. Si allaga la città, di nuovo. 

DICEMBRE (il mese più bello).
E' Natale. Trovo una gallina viva sul balcone (è vero). E' Natale. Il mio amico torna dall'America e probabilmente lo vedrò nei primi dell'anno. Mi infortuno alla schiena e soffro perché non soffro in allenamento. Da tre mesi sto lavorando a un live del mio progetto musicale che sarà in realtà a Febbraio, ma sono paranoico e lo faccio già. E' Natale. Compro Pokémon Zaffiro e piango. E' Natale. Spendo soldi in regali per gli altri e sono contento. Continuo a non trovare lavoro. Mi offrono una grande possibilità di lavoro in Bulgaria, ma come nei migliori film rinuncio per amore, convinto come non mai (è vero anche questo). E' Natale. Scrivo idiozie su un blog. Sono contento dei risultati ottenuti nell'anno, riguardo indietro e penso che è andato tutto come previsto, forse qualcosa anche meglio, a parte il dottorato truccato, ma razionalmente so che può andare anche così, l'anno prossimo andrà meglio.

L'anno prossimo è come un'altra vita, come direbbe il mio istruttore in palestra, noto taoista. Sono propositivo, come diceva una mia cara amica, karma, buone vibrazioni e cose così. 

L'anno è andato bene così.

Grazie a tutti voi.

martedì 16 dicembre 2014

E quindi niente, è così.

Bon, è di nuovo quel momento, è di nuovo la stagione più bella dell'anno, è di nuovo Natale.

Anche questo Natale, inevitabilmente ed inesorabilmente, è il momento di scrivere due righini e tirare i bilanci dell'anno passato. E quale momento migliore di adesso, dopo un caffè e ascoltando i Panasonic - prima che cambiassero nome per issues legali? Direi nessuno, probabilmente. Dunque, vediamo, cosa possiamo dire dell'anno passato. Un tubo, credo. Come diceva Sally Brown alla fine del tuo tema estivo: "Cos'hai fatto durante le vacanze? Niente". Un po' una situazione del genere.

Questo perché in realtà so già dove voglio andare a parare, in queste cose sono onesto come uno di quei tizi che comprano container a caso, ci trovano dentro due Kandinsky inediti e li rivendono a cifre da incubo. 

Si vede che vedo troppa televisione eh.

Comunque sia, so benissimo dove voglio andare a parare, ma siccome l'argomento è pallosissimo sto cincischiando, e quindi cincischio cambiando discorso; per esempio, mi sono laureato. Valà che bella cosa. Ho finito tutto, sono liiiiibero, liiiiibero come il Genio alla fine di Aladdin, e come avevo vaticinato molti post fa "a ottobre 2014 finisce tutto e inizia tutto". Finire tutto è finito, sull'iniziare ci stiamo attrezzando.

"Mi guardo intorno", come dicono i guardoni in spiaggia, con questa fine metafora per coprire la più angosciante "cerco lavoro". Tutto questo mentre vedo che un sacco di persone - volevo scrivere "cani e porci" ma sarebbe risultato sgarbato - hanno passato il maledettissimo dottorato, ed io no, probabilmente perché sono un uomo molto villoso e i bidelli della facoltà si devono essere giustamente scocciati a pulire continuamente le pallette di pelo che lascio in giro, tipo gatto randagio.


Devono essere stati loro, non certo un sistema truccato come Cher appena alzata. Che poi, vorrei puntualizzare, non è rosicare questo - magari non tanto, ma almeno essere consapevoli che, a parità di condizioni di partenza, stranamente ho visto papabili differenze nelle condizioni di uscita. 

Fattostà che la parentesi padovana è finita; mi manca molto la città, mi manca molto il freddo boia di quel posto, la vita da piccola città di provincia, queste cose qui. Sono un sentimentalone e un provinciale dentro, Dovrei trasferirmi a Torriglia, lì sì che starei bene. Piccola casetta, grande freddo, minestra di ceci tutte le sere e via. Questa è vita.



Prima di farlo, però, dovrei tipo avere dei soldi, cosa che attualmente la congiuntura economica mi sta impedendo di avere. Non la mancanza di  volontà, o perché non mi ci sbatta eh, ma perché insomma, se scrivo e chiamo a destra e a manca e mi sento rispondere picche, che devo fare io? 

Mistero.


E quindi niente, fra un po' è Natale, io perlomeno sto quasi bene via. Ho speso un capitale in regali, soldini guadagnati faticosamente lavorando per un noto social network che conosciamo tutti bene, ma che non cito per timore di ritorsioni, e la cosa mi dà soddisfazione. Fare i regali intendo, non guadagnare. Cioè anche guadagnare, ma più fare i regali.

Sul fronte umano tutto bene. Frequento sempre i soliti scemi, forse qualcuno in più, forse qualcuno in meno. Forse le lamentele e le noie di tutti quanti stanno virando verso situazioni diverse, forse le cose iniziano a virare nella direzione che - coincidenza - io avevo previsto, e forse no. Quest'ultima parte è volutamente criptica per non attirarmi l'ira dell'associazione nazionale cartomanti e zingari, che poi dicono che gli rubo il lavoro.

Il grande risultato dell'anno è il prosieguo del discorso dell'anno scorso, lo sport; è passato da "la palestra" a "lo sport", così come sono passato io, nelle mie stesse parole, da "il ciccione" a "il mezzo atleta" (definizione quest'ultima datami da uno dei miei istruttori, "ormai non sei più ciccione, sei un mezzo atleta"). Il discorso del "ho lavorato sodo mi sono impegnato và che risultati" non lo tiro più fuori perché ormai è come le giacche di tweed, s'è visto troppe volte in giro.

Per il resto si vedrà. Alla fine dell'anno ne stanno succedendo di cose, si son concentrate tutte adesso.

Ai primi dell'anno, forse qualcosa prima, magari aggiungo altre due righe.