giovedì 21 novembre 2013

E' davvero una festa della Madonna, ma io non ci sono.

"E' davvero una bella festa", mi fa.

E' Critone. Ci siamo io, Critone e Holden; sembra l'inizio di una barzelletta. C'è una festa gigantesca, ovviamente tutta nella mia mente, ed in quanto tale c'è la musica giusta, nella fattispecie i Mumbai Science; poi ad un certo punto mi rompo i coglioni e il sottofondo cambia magicamente nell'ultima di Tiga, che rimane sempre un figo. Mi chiedo sempre perché Tiga abbia sempre gli occhi mascarati di nero, così, senza motivo; la cosa per qualche motivo lo rende ancora di più un bell'uomo. Se non ci credete controllate.

Comunque, siamo noi tre. Holden beve, nonostante la minore età. Non potrebbe, ma siccome la festa è nella mia mente, allora vaffanculo, e beve; in realtà sta bevendo solo cicchetti di Vecchia Romagna, poiché sì la festa è nella mia mente, ma nella mia mente esistono solo tre-quattro alcolici: la Peroni, il Vecchia Romagna, l'Asinello genovese e il Martini. Più occasionalmente cose che scopro a casaccio, tipo il Cremovo o roba così, o il Montenegro, no anzi coso, il Brancamenta. 

Quello lì insomma.

Siamo noi tre, in piedi, appoggiati in un angolo di una stanza che esiste solo nella mia mente. Holden ha un cicchetto in mano, appunto, Critone beve da un bicchierino da sakè un giro di Ouzo. Mi chiedo dove cazzo l'abbia tirato fuori, visto che a me l'Ouzo non piace, ma siamo nella mia mente perdio, queste cose non dovrei chiedermele. C'è Tiga che pompa nello stereo che non so manco dove sia, come quando sogni e hai la colonna sonora, tipo così. Siamo appoggiati ad un angolo, fino a cinque minuti fa io e Critone parlavamo di cose serie ed impegnate, tipo il concetto di responsabilità, l'etica lavorativa Randiana (ciao Giova), lo sviluppo dell'economia del Bitcoin, le guerre nell'antica Cina e il prezzo delle miniature dei Tiranidi di Warhammer 40k. Ma adesso, a colpi di Ouzo, lo vedo un po' confuso, continua a chiamarmi "Socrate" e a sostenere di apprezzare la mia calma. 

Che poi sono calmo veramente, io. C'è un sacco di gente che dice che ispiro fiducia, calma, come la voce di Bob Ross, come quando Virgo dei Cavalieri dello Zodiaco dice una qualsiasi cazzata, come quando insomma apro la bocca io. E perciò dovrei fare l'antropologo, mi dicono, o lavorare nell'intercultura. Perché calmo la gente. Insomma, meglio del Valium. E non ho ancora chiaro perché. Comunque, lui è lì, non ha più voglia di parlare di un cazzo, ridacchia e sbevacchia ogni tanto un sorsino di Ouzo, mentre Holden sta zitto e proferisce insulti a mezza voce, contro chi non è dato sapere. Dieci minuti fa c'era anche Orson, ora probabilmente sarà in bagno a vomitare; questo non solo perché era sbronzo, ma anche perché gli stuzzichini offerti dalla festa della mia mente gli sono risultati pesanti, come le merendine scadute che mi passava il mio ex coinquilino, per motivi che non stiamo qui a dire per timore di ritorsioni. 

Io ho in testa un berrettino a cono, di cartoncino, con pois colorati; nel taschino, una Lingua di Menelik, che ora non uso più, la usavo a inizio festa per fare il deficiente. Ora sono un deficiente senza festa. Mi sento - e sembro - l'icona del poveraccio che sta ad una festa senza sapere perché, stando fermo e senza divertirsi. Il che è insolito, dato che io sono l'host della festa - per usare un termine ganzo e da vero uomo di mondo. Mollo il bicchiere di Asinello e inizio a girare nella mia stessa festa, mentre fra Holden e Critone si intavola la discussione su chi sia più forte fra Aristoteles e Maradona; cosa anch'essa insolita, sia perché non mi intendo di calcio, sia perché Critone non ha chiaro chi sia realmente Aristoteles. 

Giro nelle stanze della mia mente, che ricordano vagamente i livelli di Antichamber - a cui peraltro, ora che l'ho nominato, rigiocherò tutta la notte - e penso. A cosa, non si sa. Agli sviluppo prossimi e futuri, alle soddisfazioni di non avere nulla di cui lamentarmi in particolare, al punto da potermi permettere di scrivere boiate ascoltando Tiga, alle solite questioni di etica e morale a cui penso sempre io. Poi penso anche al fatto che questa è una splendida festa, peccato che nessuno mi abbia mai invitato. E peccato che siamo solo in quattro. La gente non mi invita spesso alle feste, salvo gli aficionados; non lego, non c'è nulla da fare. Pensavo a questo. Pensavo a certa gente che mi ha avuto in mezzo ai piedi per una vita, e non mi ha mai considerato di pezza. E non so perché, dato che io, feste psicotrope escluse, tendo a cercare di dare di me un'immagine quanto più normale possibile.

Poi mi fermo e torno da quei due vandali, stanno ormai trascendendo nella discussione calcistica estrema, ripetendo però in loop le cinque-sei parole che so riguardo al calcio: FIFA, PES, Maradona, traversa e Aristoteles. Già cose tipo il fuorigioco non so cosa voglian dire. La traversa so che esiste perché ogni volta che ho giocato a calcetto con gli amici (credo 5-6 volte nella vita) me la nominavano ad ogni tiro. Mi dicevano: "Stai in porta, se ti arriva alta urla "traversa", e vai". E quindi ho capito cosa fosse la traversa. E la festa va avanti lo stesso senza di me. E non capisco perché. Quindi mi chiudo in camera, senza nemmeno la birra, anzi, ora me la produco io in cameretta col fermentatore. E ciao.